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Sei lo Scarafaggio di Kafka o il Gabbiano Jonathan?

Le scelte che facciamo, piccole o grandi che siano, influenzano i nostri risultati. E quando si parla di libertà la posta in gioco è alta; dobbiamo scegliere bene se vogliamo una vita felice e piena di soddisfazioni personali, sociali ed economiche.

In questo senso due famosissime allegorie ci possono venire in aiuto, le storie del Gabbiano Jonathan e dello Scarafaggio di Kafka. Stiamo parlando di due racconti famosissimi, che molto probabilmente avrai letto o di cui avrai sentito parlare almeno una volta nella tua vita. In caso contrario ti consiglio di leggere entrambi i libri.

Iniziamo dallo scarafaggio di Kafka, un racconto intitolato "La metamorfosi". A un certo punto della sua vita, Gregor Samsa, si sveglia e si rende conto di essersi trasformato in un enorme scarafaggio. Ma nonostante questo, dato che Gregor è un lavoratore instancabile che lavora sodo per mantenere la sua famiglia, la prima cosa a cui pensa è scendere dal letto e prendere il treno per andare a lavorare. In seguito il racconto continua e verranno narrate le vicende di Gregor nella sua nuova vita da scarafaggio. Senza dilungarci sulla trama possiamo notare diversi spunti critici.

Il libro infatti incarna perfettamente la società moderna che tende a "schiacciare" gli individui e privarli di libertà e identità; sebbene stiamo parlando di un'opera del 1912 il tutto è molto attuale.

  • Gregor non si interroga sul perchè della sua mutazione, la accetta in maniera impotente.
    Gregor si è trasformato improvvisamente in uno scarafaggio, ma nonostante ciò non pensa neanche un istante al perchè tutto questo sia successo. Qui troviamo una visione molto frequente nelle opere di Kafka, il quale sosteneva che il destino di un uomo è incontrollabile e in mano a forze oltre la nostra conoscenza. E questo è spesso quello che fa l'uomo moderno; solitamente si accetta tutto quanto, bello o brutto che sia, perchè si pensa di non essere in grado di cambiare le cose.
  • Il primo pensiero di Gregor dopo la trasformazione in scarafaggio è di riuscire a scendere dal letto e andare a lavorare.
    Nel racconto Gregor parla di un lavoro noioso e ripetitivo, che non lo soddisfa professionalmente. Tuttavia si ritrova costretto a lavorare perchè lui ha la responsabilità di portare avanti la sua famiglia. Gregor è dunque in gabbia, è costretto a vivere per lavorare, è costretto a rinunciare totalmente al suo tempo libero per un lavoro faticosissimo e privo di soddisfazioni. Ma va avanti così, perchè non riesce a cambiare la situazione, e di conseguenza accetta delle condizioni sfavorevoli pur di sfamare la sua famiglia. Rinuncia alla sua felicità personale e viene schiacciato e oppresso dalle regole sociali sull'individuo, che lo imprigionano e cancellano la sua identità. Il lavoro è alienazione, e la metamorfosi in uno scarafaggio è un'allegoria della sua privazione di identità.
  • Gregor ormai è impotente.
    In quella condizione, Gregor perde tutto della sua vita, non ne è più in controllo, e sono gli altri ora a decidere il suo destino. Prova a ribellarsi in rare occasioni, ma ogni ribellione finisce sempre con una sconfitta del più debole, e tutto ciò peggiora ulteriormente la sua situazione. Fino a quando Gregor, privato di tutto, piano piano si lascia morire.

Il racconto, come si può intuire, è una bella metafora ancora attuale della società. Spesso il lavoro imprigiona, aliena e schiaccia l'individuo, che impotente non riesce a mutare la sua situazione e si ritrova costretto ad accettare tutto quanto pur di arrivare a fine mese. In questo senso l'immagine scelta da Kafka dello scarafaggio è molto illuminante e rende benissimo l'idea.

Per cui la soluzione sembra proprio quella di avere un lavoro soddisfacente, gratificante e stimolante. O meglio ancora, riuscire ad avere la possibilità di scelta sul proprio lavoro. Quanto guadagnare, come guadagnare, quanto lavorare, se lavorare o meno sono tutte questioni che dovrebbero essere in controllo dell'individuo, e non regole ferree imposte dalla società, la quale spesso costringe il lavoratore medio a rinunciare alla propria felicità controvoglia.

Problemi che sicuramente non ha il gabbiano Jonathan, metafora di libertà e di colui che è in estrema sintonia con la vita. Jonathan Livingstone è, in breve, un giovane gabbiano che decide di compiere un viaggio interiore alla ricerca del vero senso della vita. Dunque un viaggio attivo, e non passivo come spesso accade all'individuo moderno, un percorso razionale e finalizzato alla felicità, che sfocia inesorabile in un grande volo libero nel cielo.

Jonathan è libero, è felice, è artefice del suo destino e non è incastrato in situazioni imposte dalla società, che spesso offre poco ai deboli per la gioia e i benefici di pochi potenti.

Penso che sia questo ciò a cui dobbiamo aspirare, la libertà e la creazione del nostro destino sono questioni troppo importanti per non prenderle in considerazione. Sono le nostre scelte a farci diventare il gabbiano di Bach o lo scarafaggio di Kafka, e queste scelte molto probabilmente determineranno la nostra felicità e la nostra qualità della vita.

Diventare liberi finanziariamente è il primo passo per la libertà reale, per uscire dalle gabbie, per godere di tempo libero, per lavorare con piacere, per non essere dominati da alcuni individui senza scrupoli in posizioni dominanti. Stai lavorando per crearti una scelta? Se non sei soddisfatto/a del tuo lavoro ti stai dando da fare attivamente per risolvere il problema? Se vuoi intraprendere una nuova attività, questa ha le caratteristiche giuste che cerchi?

Tu vuoi essere il gabbiano Jonathan o lo scarafaggio Gregor Samsa?

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L'Autore: Marco De Carlo
Trader, imprenditore, investitore, formatore. Fondatore di Borsa e Immobili, è autore di diversi videocorsi e libri. Puoi seguirlo su Google+ o su Facebook.



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